La storia della funicolare San Salvatore

Il San Salvatore è una delle montagne più conosciute internazionalmente. A diffonderne la fama contribuirono, a partire dal 1200, i pellegrinaggi dei credenti che raggiungevano a piedi la cima del monte per rendere omaggio al Figlio di Dio che, secondo un’antica leggenda, durante la sua ascesa al Cielo, vi avrebbe fatto una breve sosta. Ma a spingere la gente, nel passato e nel presente, in vetta alla montagna dei luganesi per antonomasia, è soprattutto l’incomparabile panorama a 360° che spazia su tutta la meravigliosa regione del lago di Lugano, sulla pianura lombarda e sulle superbe catene delle Alpi svizzere e savoiarde.

1870

Non deve quindi far meraviglia se sul finire del 19mo secolo qualcuno si rese conto della possibilità di sfruttare la popolarità del San Salvatore da un profilo economico e turistico, montagna accessibile unicamente a piedi o a dorso di mulo.

Avvenne così che nel 1870 un intraprendente fiorentino, Stefano Siccoli, che aveva affittato la modesta osteria esistente in vetta, lanciò l’idea di costruire una strada carrozzabile, una funicolare, un grande albergo e qualcos’altro. Un progetto grandioso, ma che si dimostrò irrealizzabile. Le sottoscrizioni aperte per il finanziamento non diedero l’esito sperato e l’impresa fu abbandonata.

1885 – 1886

Maggior fortuna ebbe invece l’iniziativa promossa dall’avvocato luganese dott. Antonio Battaglini, sostenuto da un gruppo di risoluti concittadini, che il 10 agosto 1885 inoltrò al Consiglio Federale la domanda di concessione per la costruzione di una strada ferrata ad ingranaggio da Lugano fino alla cima del San Salvatore. L’itinerario prevedeva il passaggio dal Tunnel ferroviario di Brentino verso Pazzallo, Carabbia, Ciona e, indi, la salita terminale verso il monte. Lunghezza della linea 3866 metri. In seguito venne prolungato il percorso stabilendo la stazione di partenza alla Piazza del Grano (Lugano) e non più a Paradiso.

Il 24 novembre 1885, il Consiglio Federale accolse favorevolmente la domanda di concessione del dott. Battaglini e la trasmise all’Assemblea Federale, che la approvò il 12 dicembre 1885. Ottenuta la concessione, vennero avviati gli studi relativi alla costruzione della ferrovia, mentre l’avv. Battaglini si dava da fare per reperire i capitali necessari al finanziamento dell’impresa.

Per realizzare la “ferrovia del San Salvatore” occorreva poter disporre del terreno e degli stabili (chiesetta compresa) che formavano il complesso della vetta del “Monte”, di cui era proprietaria l’Arciconfraternita della Buona Morte ed Orazione sotto il titolo di Santa Marta a Lugano. Il 19 febbraio 1886 venne firmato il rispettivo contratto d’affitto. L’Arciconfraternita si assicurò comunque il diritto di conservare “il Santuario al culto religioso cattolico romano, con libero accesso in qualunque momento dell’anno”.

1887

Il 29 aprile 1887 il Consiglio Federale accordava ai promotori della ferrovia del San Salvatore una modifica alla concessione del 12 dicembre 1885. Venne infatti consentito un aumento delle tariffe inizialmente previste e fu approvata la richiesta del concessionario di prolungare il percorso da Paradiso sino al debarcadero centrale di Lugano. Da Lugano alle falde del San Salvatore si doveva costruire una normale ferrovia ad aderenza da trasformare in un sistema a dentiera per superare la forte pendenza dell’ultima tratta.

Il 15 luglio 1887 il comitato promotore apriva una pubblica sottoscrizione “per la costituzione di una Società Anonima per azioni, per la costruzione ed esercizio di una ferrovia tra Lugano ed il Monte San Salvatore, sulla base dell’atto di concessione del 12 dicembre 1885”. I promotori incontrarono non poche difficoltà. A sistemare ogni cosa, ci pensarono i due impresari confederati Bucher e Durrer, titolari a Kägiswil di una ditta specializzata in costruzione di funicolari, ferrovie e alberghi. Acquistarono dal dott. Battaglini i diritti concessionari per conferirli immediatamente nella costituenda Società della Ferrovia Lugano-Monte San Salvatore.

I Bucher e Durrer si impegnarono a costruire la funicolare, con partenza da Paradiso alla vetta, per la somma forfetaria di Fr. 550’000.- e di fornire la necessaria energia elettrica, proveniente dalla loro centrale di Maroggia, contro un canone annuo di 10’000.- franchi. La Bucher e Durrer venne però a trovarsi in difficoltà finanziarie e dovette ridurre la sua partecipazione. A tirar fuori dai guai i promotori della Funicolare ci pensò la Banca della Svizzera Italiana, con il suo direttore Giacomo Blankart, sottoscrivendo un congruo numero di azioni.

1888 – 1890

Entro il 7 giugno 1888 il finanziamento della funicolare poté essere assicurato ed il 12 giugno 1888 si tenne finalmente l’assemblea costitutiva della Società della Ferrovia Lugano Monte San Salvatore. La presenza di un direttore della Banca della Svizzera italiana al vertice del Consiglio di amministrazione divenne una tradizione, mantenuta ancora oggi.

I lavori di costruzione vennero iniziati il 24 luglio 1888 e avrebbero dovuto essere portati a termine entro il 1. agosto 1889. Ma le continue piogge durante l’estate ritardarono i lavori che per guadagnare tempo, a partire dal 19 settembre 1889, si svolgevano anche di notte, alla luce delle fiaccole. Il cattivo stato del terreno al Vallone di Calprino obbligò i costruttori a sostituire la prevista muraglia-diga con un viadotto di ferro lungo 103 metri.

Il 20 gennaio 1890 ebbe luogo il primo esperimento di trazione al mezzo della forza elettrica proveniente dalle dinamo stabilite a Maroggia. L’esperimento diede i migliori risultati e i vagoni percorsero l’intera linea, 1600 metri, in 26 minuti.

Il 9 marzo 1890 una comitiva di membri della Società degli ingegneri ed architetti ticinesi effettuarono, su invito della ditta Bucher-Durrer, la corsa Paradiso-Monte San Salvatore.

L’inaugurazione della funicolare era stata prevista per il 19 marzo 1890 e la sua apertura per il giorno successivo. Erano già stati spediti gli inviti, ma all’ultimo momento si dovette rinviare il tutto in quanto non era ancora giunta l’autorizzazione federale.

Il collaudo ufficiale della funicolare avvenne il 20 marzo 1890.

1890

La festosa inaugurazione si svolse nella giornata di mercoledì 26 marzo 1890, alla presenza di un’ottantina di invitati al banchetto ufficiale.

Nella mattinata del 27 marzo 1890 ebbe inizio il servizio regolare per il pubblico della nuova funicolare del San Salvatore in coincidenza con le corse dei battelli. Tariffa Paradiso-San Salvatore I e II classe Fr. 3.-/Fr. 4.-

Gli azionisti della Società della Ferrovia Lugano-Monte San Salvatore tennero la loro prima assemblea il 28 marzo 1890, all’indomani dell’apertura della funicolare. Il consiglio d’amministrazione, presieduto da Giacomo Blankart, presentò il suo primo rapporto agli azionisti chiuso al 31 dicembre 1889. Onde poter offrire ai frequentatori del San Salvatore un conveniente ristorante (il fabbricato allora esistente non prestandosi per le sue condizioni edilizie ad una riparazione o ristrutturazione) il CdA decise di costruire in vicinanza della stazione un fabbricato con ampia sala e terrazza da servire da ristorante.

Il 2 aprile 1890 venne steso, su nove pagine formato grande, il verbale, scritto a mano, con una grafia fitta, non facilmente leggibile, della consegna della funicolare da parte della ditta Bucher e Durrer al Consiglio d’amministrazione della Società della ferrovia Lugano-Monte San Salvatore. L’ispezione fu estremamente meticolosa e numerose le osservazioni messe a verbale, riguardanti lavori non fatti o non corrispondenti ai progetti.

Sempre nel 1890 la Società della ferrovia Lugano-Monte San Salvatore rinunciò al suo diritto di costruire una linea tranviaria dal debarcadero centrale di Lugano fino alla stazione della Ferrovia del San Salvatore.

1896 – 1938

Nel 1896 si rese necessario l’ampliamento del ristorante sulla Vetta, che venne rialzato di un piano e dotato di alcune camere per soddisfare le richieste dei turisti che desideravano assistere alla levata ed al tramonto del sole in vetta al San Salvatore.

Lo scoppio della guerra europea influì negativamente sull’andamento della funicolare, in quanto venne a mancare soprattutto l’elemento straniero. Il 1918, ultimo anno del conflitto, diventato da europeo, mondiale, si raggiunsero in tutti i settori i valori più bassi. Dal 1919 fortunatamente ci fu una confortante ripresa delle entrate.

Nell’inverno 1925/26 venne eseguita la completa trasformazione dell’impianto di trazione con macchinario nuovo e conseguente aumento della velocità a metri 1,8 al secondo. Il tempo di percorrenza della tratta venne così ridotto da 26 a 18 minuti. Le vecchie vetture vennero sostituite con due nuove della capienza di 65 persone contro le 32 precedenti.

Nel 1938 le ditte Bell & Ci. di Kriens, Maschinenfabrik di Oerlikon e Kabelwerke di Brugg fornirono macchinari di trazione atti ad assicurare una maggiore sicurezza all’esercizio, ma resero necessario il cambio della fune, del pignone, delle ruote di trazione, delle pulegge del freno ed apparecchi annessi. Grazie a queste modifiche la velocità di trazione venne portata da metri 1,8 al secondo a metri 2,5 al secondo, riducendo così la durata della corsa a 14 minuti.

1939 – 1960

Gli anni del secondo conflitto mondiale (1939-1945) furono anni di ansie e di incertezze per il popolo svizzero: tutti i settori della vita pubblica ne risentirono. Data la grave situazione politica internazionale, non ci furono festeggiamenti per ricordare il mezzo secolo di esistenza della funicolare. Nel mese di maggio 1945 si concluse definitivamente l’immane guerra mondiale, le frontiere si aprirono nuovamente e il flusso di turisti finalmente riprese.

Nel 1943 su iniziativa della Commissione studi e ricerche sull’alta tensione dell’Associazione svizzera degli elettrotecnici e dell’Unione centrali elettriche svizzere si creò in vetta al San Salvatore un centro di studi sui fulmini, diretto dal prof. Dr. h.c. Karl Berger del Politecnico federale di Zurigo. In vicinanza della chiesina venne eretta un’antenna alta 70 metri, di legno, con una punta d’acciaio di 10 metri. Il centro era dotato delle più sofisticate apparecchiature per la misurazione dei fulmini. Un’antenna di uguale altezza, interamente di acciaio, venne impiantata nel 1950 sul “Dosso San Carlo”. Il centro venne smantellato nei mesi di giugno-luglio 1982.

Nel febbraio 1957 vennero installate nuove vetture della capienza di 65 persone, le quali rappresentavano un’innovazione nella tecnica funiviaria.

Nel 1960 la funicolare dovette adattarsi al nuovo regime di tensione adottato dall’Officina elettrica di Lugano, che richiese la trasformazione dei macchinari: riduttore di velocità, indicatore di posizione delle vetture, ribobinaggio del motore. L’installazione di un gruppo a corrente continua Ward Leonard consentì un aumento della velocità dai 2,5 m/s ai 3,5 m/s attuali.

1965 – 1985

Nel 1965 si richiese il rinnovo per altri 50 anni della concessione federale.

Nel 1973-74 costruzione in vetta della nuova stazione emittente di PTT / Swisscom.

Durante l’inverno 1978-79 il personale della funicolare eseguì una serie di lavori di riattazione e miglioria. L’interno delle vetture venne rifatto completamente con materiale sintetico (formica) e la parte di legno fu riverniciata. La stazione di partenza di Paradiso fu abbellita nello stile châlet.

Durante l’inverno 1982-1983 vennero eseguiti lavori di notevole impegno, anche finanziario. Il personale della funicolare eseguì opere di consolidamento lungo la linea (traversine e muri di sostegno), mentre le ditte Kündig e Garaventa provvidero alla sostituzione dei dispositivi di comando e di regolazione dell’impianto elettrico di trazione con un nuovo moderno impianto elettronico. Il comando freni meccanico venne sostituito con un nuovo comando freni idraulico.

A partire dall’inverno 1984-85 il Consiglio d’Amministrazione mise a disposizione ingenti crediti per la sistemazione del ristorante. Tra i vari lavori segnaliamo il completo rifacimento della terrazza/veranda sud con vista sul ponte-diga di Melide. Venne anche rinnovata la sala d’aspetto di Paradiso e costruito un nuovo ufficio-cassa.

1990 – 1998

La funicolare festeggiò nel 1990 il suo centenario, dimostrando così la lungimiranza dei promotori che, nonostante le avversità tecniche e le difficoltà finanziarie, sempre credettero nell’importanza economica e turistica della loro iniziativa.

Un ulteriore importante investimento dell’ordine di 1,5 mio di franchi è stato effettuato nel 1997, quando i locali ai piani superiori del ristorante vengono trasformati in moderne sale multiuso tecnologicamente all’avanguardia, in grado di ospitare in spazi modulabili, fino a 100 persone.

La Società ha dato un’ulteriore prova di sensibilità e disponibilità nel 1998 rendendo accessibile l’intera struttura ai disabili. Per consentire un ingresso facilitato alla stazione di partenza a valle, alle vetture, alla terrazza Monte Rosa, al Ristorante Vetta e ai nuovi spazi congressuali, sono state apportate moderne soluzioni atte a garantire una migliore accessibilità alle persone con difficoltà motorie. Sono stati inoltre predisposti alcuni interventi atti a facilitare la mobilità agli ipovedenti.

1999 – 2002

Nel 1999 la cima del monte arricchisce l’offerta turistica e culturale con il restauro e la trasformazione dell’antico ospizio del XVII secolo nell’attuale Museo San Salvatore. A pianterreno lo stabile ospita testimonianze di arte sacra inerenti all’Arciconfraternita della Buona Morte e Orazione. Nel 2000 viene allestito un nuovo spazio espositivo dedicato alle rocce, ai minerali e ai fossili della regione, gioielli creati e nascosti nel sottosuolo.

Ma è nel 2001 che la Società affronta la sua sfida più importante: il rinnovo degli impianti e delle vetture per poter nuovamente soddisfare ai requisiti richiesti dall’Ufficio Federale dei Trasporti e così ottenere l’indispensabile rinnovo dell’autorizzazione di esercizio. Un lavoro effettuato a tempo record durante la pausa invernale 2000-2001. Con un ingente investimento di oltre 3,5 Mio di franchi è stato possibile installare nella sala macchine, nuovi e più potenti motori, rinnovare completamente le due funicolari, che ora dispongono di comode vetture panoramiche e disporre di un impianto elettronico e tecnologico d’avanguardia.

Il concetto di qualità adottato dalla Direzione esige strutture e spazi adeguati: motivo per il quale nel 2002 si è reso necessario l’allestimento di una nuova cucina, l’ampliamento della sala di preparazione delle pietanze, il rinnovo delle apparecchiature delle zone lavaggio e back office, nonché l’ammodernamento delle strutture del ristorante.

Grazie alla volontà dell’Associazione degli Amici di Delio Ossola, nel settembre 2002 viene inaugurata sul San Salvatore la prima via ferrata “cittadina”. Gli sportivi più esperti e coraggiosi, equipaggiati in modo adeguato, hanno la possibilità di cimentarsi nell’arrampicata percorrendo l’esclusiva via ferrata del “tipo dolomiti” che partendo da Pazzallo si snoda sulle pendici rocciose situate a nord-ovest della montagna.

2003 – 2009

Per rendere indimenticabile il magnifico panorama che si gode dalla vetta, nel 2003 si è provveduto al miglioramento di diversi punti paesaggistici. Sono stati effettuati significativi lavori di pulizia, di sistemazione e di messa in atto di misure di sicurezza e protezione. Seguendo un concetto cromatografico, lungo il sentiero che si snoda sulla montagna, sono state posate sette colorate panchine che, unitamente alla realizzazione di istruttive tavole sinottiche, hanno completato il concetto di valorizzazione della vetta e della regione circostante.

Nell’ambito delle attività intese a sottolineare il 2003 quale “Anno internazionale dell’acqua” le sale riunioni del Ristorante Vetta ospitano un’esposizione di immagini fotografiche esclusive di fiumi, laghi e laghetti alpini dal titolo “Riflessi di un Ticino sommerso” realizzata da Maura e Mauro Bernasconi.

Nel 2005 il Museo San Salvatore si arricchisce di un ulteriore spazio espositivo dedicato alla speleologia della regione. Mostra che permette di effettuare un vero e proprio viaggio nel magico e impressionante mondo delle grotte presenti in Ticino e sul San Salvatore, testimoni dello sviluppo del mondo naturale.

Nel 2008 con l’allestimento dell’Esposizione del manifesto turistico, viene proposto un percorso espositivo permanente che dalla stazione di arrivo in vetta si snoda sul cammino che porta fino in cima al monte. L’esposizione realizzata con suggestive riproduzioni di manifesti d’epoca, si rivolge regolarmente alla storia della promozione turistica della prima metà del XX° secolo.

Nel 2009 si completano gli spazi espositivi del Museo San Salvatore con la realizzazione della mostra dedicata alla storia del Centro di ricerca sui fulmini attivo in vetta dal 1943 al 1982. “Sulle tracce dei fulmini” è il tema dedicato al significato storico dei temporali, fenomeno della natura che da sempre intriga l’uomo.

2011 – 2014

Martedì 19 aprile 2011 dopo 121 anni di esercizio, viene festeggiato il prestigioso traguardo del 17 milionesimo passeggero trasportato in vetta con la funicolare.

Grazie alla collaborazione del Prof. Angelo Vaselcchi, naturalista e animatore ambientale, nel 2012 viene realizzato il comodo percorso naturalistico di ca. 2 km (andata e ritorno), situato sul crinale della vetta, per scoprire quello che la natura ci offre e di cui ancora poco conosciamo. Sul percorso ci sono delle semplici tavole numerate che all’insegna del motto “Segui la foglia e scopri le meraviglie della natura” contraddistinguono i diversi punti menzionati.

A giugno 2013 viene inaugurata l’esposizione fotografica “L’abito nella tradizione ticinese”, costituita da una trentina di splendidi ingrandimenti (firmati da Aldo Morosoli, con la consulenza di Ebe de Gottardi e la collaborazione della Federazione Cantonale del Costume Ticinese) che illustrano – negli spazi all’interno del Ristorante Vetta – le fogge, i colori e i materiali dei costumi che hanno fatto la storia passata degli abitanti dei nostri paesi al piano e in montagna.

Nel 2013 viene assegnato per la 20° volta il premio messo in palio per il miglior studente della Scuola Superiore Alberghiera e del Turismo, sezione Turismo di Bellinzona. Il riconoscimento è un sostegno storico alla formazione di giovani professionisti del settore turistico nel Canton Ticino, che viene attribuito dalla Società Funicolare San Salvatore SA dall’apertura della SSAT nel 1993 a tutt’oggi.

2015

Domenica 29 marzo 2015 viene festeggiato il 125mo anno di esercizio della Funicolare Monte San Salvatore, il più vecchio impianto di risalita turistico in Ticino. Grazie alla lungimiranza di intraprendenti pionieri, dal 27 marzo 1890 giorno della festosa cerimonia di inaugurazione, molti eventi si sono succeduti grazie alle “panoramiche rosse” che in esercizio ininterrottamente da oltre un secolo hanno permesso di portare in vetta al “Pan di zucchero della Svizzera” oltre 17.5 milioni di passeggeri. Su e giù da 125 anni un’emozione infinita con la capacità di sapersi rinnovare, anno dopo anno, con dinamicità e professionalità.

Nel 2015 è nata l’emozionante proposta di gita scolastica “Scuola Natura, Scuola Avventura”. Grazie a delle guide (stimolatori di curiosità), dotati di grande esperienza teatrale e pedagogica, gli animatori/attori accompagnano le scolaresche lungo il percorso botanico, intrattenendole con dei giochi nel verde e valorizzando la conoscenza del territorio.

In aggiunta ai diversi punti panoramici già esistenti, dal 2015 l’ospite ha la possibilità di accedere all’esclusivo “Terrazzino Capodoro” situato nell’area circostante il Ristorante Vetta, che come una “punta di diamante” volge verso sud. Si tratta di un rinnovato spazio panoramico, che grazie anche alla posa di istruttivi pannelli con cartine geografiche satellitari, funge da punto di incontro e “comunicazione turistica” per chi visita la destinazione.

 

2015 – 2016

Nel 2015 viene creato “l’Angolo delle curiosità”, uno spazio espositivo situato alla stazione di arrivo in vetta, che raccoglie un’esclusiva mostra di oggetti, reperti, stampati, fotografie, regali e materiale diverso raccolti nel corso degli anni. Si tratta di un concentrato di curiosità che declinati in svariati modi, sono tangibili testimoni dell’evoluzione storica del Monte San Salvatore e della sua funicolare.

In occasione del 125mo anno di esercizio, nel 2015 viene pubblicata in italiano la fiaba “Il tesoro del Monte San Salvatore e la misteriosa grotta del Bafalòn”. Un’iniziativa editoriale dalla Funicolare San Salvatore SA con testi rivisti di Paola Rovelli e Cristiano Iannitti, riccamente corredata con le illustrazioni di Simona Meisser. La fiaba originale è stata scritta nel lontano 1843 dell’autore tedesco Franz Krug von Nidda.

A marzo 2016 l’Ufficio Federale dei Trasporti ha confermato che tutti i requisiti di legge sono adempiuti e che la concessione della proroga per ulteriori 25 anni, fino al 31 dicembre 2040, è stata concessa alla Funicolare San Salvatore. Sull’arco del prossimo decennio sono pianificati ulteriori interventi per svariati milioni di franchi finalizzati ad assicurare l’attuazione di ulteriori misure necessarie sull’impianto e sulle imprese accessorie. In ottica futura la realizzazione di questo indispensabile tassello nell’ambito della gestione dell’impianto di risalita, è una ulteriore conferma della volontà della Società di mettere a disposizione dell’utenza una struttura sempre impeccabile ed in perfetto stato.

… e la storia continua …

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